Scudo digitale che protegge dati audio durante un evento multilingue
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I vostri dati sono al sicuro. Ma forse non da chi pensate.

2026-04-09
Converso
6-8 min

Ci chiedono tutti: «Ma l'AI usa i nostri dati per addestrarsi?». La risposta è no. Ma il vero rischio per la riservatezza dei vostri eventi è dove nessuno sta guardando.


Da qualche mese, ogni volta che presentiamo il servizio RSAI — il nostro sistema di interpretariato simultaneo potenziato dall'intelligenza artificiale — arriva la domanda. A volte sussurrata, a volte esplicita, a volte formulata dal legale dell'azienda con un'email di tre pagine:

«Ma quello che viene detto durante il nostro evento serve ad addestrare la vostra intelligenza artificiale?»

La domanda è legittima. La risposta è no. Ma prima di spiegarvi perché, vogliamo raccontarvi una cosa.

Venticinque anni di fiducia, e poi una parola

Gestiamo l'audio dei vostri eventi dal 2001. Da remoto dal 2017. Ogni parola pronunciata nei vostri convegni, assemblee, comitati aziendali europei passa dai nostri server, dalla nostra app, dalle nostre regie. In 25 anni, nessuno ci ha mai chiesto: «Ma voi registrate tutto?».

Perché la fiducia c'era. E c'è ancora.

Poi abbiamo aggiunto l'intelligenza artificiale al servizio — anche e soprattutto su richiesta di chi oggi ci chiede le garanzie. Perché noi crediamo profondamente nel valore dell'interprete umano, ma non possiamo ignorare le esigenze di un mercato che evolve. E la domanda è diventata improvvisa e urgente. Eppure l'infrastruttura è la stessa. Le garanzie contrattuali sono le stesse. Anzi, sono più dettagliate di prima: abbiamo un Allegato AI nelle Condizioni Generali che specifica esattamente come trattiamo i dati.

La paura non nasce dal nostro servizio. Nasce dalla confusione tra l'AI che tutti usano ogni giorno — chatbot gratuiti, traduttori online, assistenti vocali — e l'AI enterprise che usiamo noi. Sono due mondi diversi. Con regole diverse.

Il problema non è gratis o a pagamento

Questa è la cosa più importante dell'intero articolo, e non servono acronimi tecnici per capirla.

Quando si usa un chatbot o un traduttore online — anche a pagamento — i contenuti che inserite potrebbero essere usati per addestrare il modello. In molti servizi consumer succede per default: bisogna andare nelle impostazioni, cercare l'opzione, e disattivarla. Chi lo fa? Quasi nessuno. E anche chi lo fa, come verifica che funzioni davvero?

Il punto non è se pagate o no il servizio. Il punto è se esiste un contratto che vi garantisce cosa succede ai vostri dati — e se il non-addestramento è la regola di base, non un'opzione nascosta in un sottomenu.

Quando noi usiamo l'AI per il vostro evento, è diverso. Utilizziamo API enterprise di fornitori tecnologici internazionali — interfacce professionali, con contratti specifici. In queste API il non-training è il comportamento predefinito: non serve disattivare nulla. È la regola, non l'eccezione.

Se volete un'immagine: è come la differenza tra parlare al telefono in vivavoce sul Frecciarossa — dove il passeggero accanto sta sentendo i vostri dati di bilancio insieme al suo podcast — e parlare in una sala riunioni riservata, porta chiusa, nessuno che ascolta.

Il contenuto è lo stesso. La protezione, no.

Come funziona (senza supercazzole)

Ecco cosa succede realmente quando usiamo l'AI per il vostro evento:

Converso non sviluppa intelligenza artificiale. Non abbiamo un nostro modello da addestrare. Il nostro sistema è un'architettura che orchestra, in tempo reale, servizi AI di primari fornitori tecnologici internazionali. Ognuno è specializzato nel suo ambito: chi nel riconoscimento vocale, chi nella traduzione, chi nella sintesi della voce.

Non esistendo un «modello Converso» da alimentare, non abbiamo alcun interesse — né tecnico, né economico — a raccogliere, conservare o riutilizzare i contenuti dei vostri eventi.

I dati attraversano il sistema, non ci restano dentro. L'audio viene elaborato in tempo reale e non viene conservato al di fuori dell'erogazione del servizio. Le trascrizioni intermedie servono solo all'elaborazione in corso e vengono eliminate al termine dell'evento. L'audio tradotto e i sottotitoli vengono distribuiti in streaming ai partecipanti e non vengono archiviati.

Il nostro valore non sta nei vostri dati. Sta nella capacità di far funzionare tutto questo — in tempo reale, con un tecnico che monitora, e con un piano B se qualcosa va storto.

La cintura di sicurezza e l'ancoraggio di spago

Fin qui tutto chiaro: ci avete chiesto le garanzie, ve le abbiamo date, e sono solide. Ma qui viene la parte dell'articolo che forse non vi aspettate.

Proteggere i dati di un evento è come una cintura di sicurezza: non basta allacciarla. Serve che ogni punto di ancoraggio regga. Se chiedete garanzie al fornitore di interpretariato — e fate bene — ma nessuno verifica con quali strumenti le altre persone che toccano i contenuti dell'evento lavorano ogni giorno, avete una cintura allacciata a un ancoraggio che potrebbe non essere così solido come credete.

La sensazione di sicurezza c'è. La sicurezza vera — forse no.

Ci spieghiamo con qualche scenario. Non sono fatti accertati: sono situazioni plausibili che, lavorando da 25 anni in questo settore, sappiamo essere molto più comuni di quanto si pensi.

Cinque scenari a cui probabilmente nessuno pensa


1. Il manager che prepara la presentazione

Un dirigente deve presentare all'evento internazionale. Ha poco tempo. Carica le slide su un chatbot per tradurle e migliorarle. Nelle slide ci sono dati finanziari non pubblicati, strategie, informazioni su brevetti.

Quel chatbot opera con policy consumer: i contenuti vengono usati per il training. Non è recuperabile, non è cancellabile.


2. L'agenzia grafica che impagina i materiali

Il grafico riceve i contenuti riservati per la veste grafica dell'evento. Usa le funzioni AI integrate nel suo software — «migliora testo», traduzione automatica — senza verificare dove finiscono quei dati.

Molti strumenti creativi con AI integrata operano in modalità consumer e inviano i contenuti a server terzi. Il grafico probabilmente non lo sa. Il cliente nemmeno.


3. L'interprete che prepara la terminologia

Un professionista, anche sotto NDA, riceve i documenti preparatori riservati. Per estrarre un glossario o capire la terminologia tecnica, usa un chatbot.

I documenti confidenziali finiscono in un servizio consumer che li usa per il training. L'interprete sta agendo in buona fede. L'NDA non offre protezione retroattiva: il dato è già stato ingerito.


4. Il consulente che trascrive le registrazioni

Dopo l'evento, qualcuno deve redigere un report. Carica le registrazioni integrali su un servizio di trascrizione AI online gratuito o a basso costo.

Diversi di questi servizi dichiarano di usare le registrazioni per addestrare i propri modelli — previa «de-identificazione» che il cliente non può verificare e che comunque non elimina il contenuto informativo.


5. L'assistente che traduce la convocazione

Deve mandare la convocazione del CDA o del Comitato Aziendale Europeo in più lingue. Copia il testo — con ordini del giorno, nomi, temi sensibili — in un traduttore online.

Nessuna garanzia di non-retention. L'ordine del giorno del CDA diventa materiale trattato da un servizio consumer.


Il meccanismo è sempre lo stesso

Il pattern è identico in tutti e cinque gli scenari:

  1. Una persona in buona fede usa un servizio AI consumer per un'attività operativa
  2. Il servizio opera con policy consumer: i dati vengono usati per il training per default
  3. Nessuno controlla, nessuno se ne accorge
  4. Il rischio è invisibile, silenzioso e irreversibile

Nessuno di questi scenari prevede cattiveria o negligenza. Prevede solo che la distinzione tra AI consumer e AI enterprise — che è il cuore della questione — non è conosciuta dalla stragrande maggioranza delle persone.

E questo crea un punto cieco.

Le domande giuste da fare (a tutti)

Molte delle aziende con cui lavoriamo hanno già strutture solide: policy di sicurezza, certificazioni, NDA con ogni fornitore. Alcune ci chiedono di firmare documenti di conformità molto dettagliati — e fanno bene.

Ma la distinzione tra AI consumer e AI enterprise è ancora poco conosciuta, anche dentro organizzazioni molto strutturate. Non è una questione di competenza: è che il tema è nuovo e cambia alla velocità della luce. Per questo crediamo sia utile condividere qualche domanda chiave.

Il punto non è gratis o a pagamento. Anche un servizio a pagamento può usare i vostri dati per il training se le impostazioni lo consentono. La domanda giusta non è «quanto costa?» ma «cosa succede ai miei dati? E dove lo trovo scritto nel contratto?».

La policy AI va estesa a chi tocca i contenuti. Se la vostra organizzazione ha già policy sulla sicurezza dei dati, vale la pena verificare che coprano anche l'uso di strumenti AI da parte di fornitori, consulenti e collaboratori esterni.

La formazione è la protezione migliore. La maggior parte dei rischi nasce dall'inconsapevolezza, non dal dolo. Basta spiegare la differenza — servizio con garanzie contrattuali vs. servizio consumer senza garanzie — e le persone capiscono.

Una domanda semplice che cambia tutto. Non solo «i dati sono al sicuro da voi?», ma «con quali strumenti lavorate sui nostri contenuti?». È una domanda che pochi fanno, e che vale per tutta la filiera.

Le nostre garanzie, in sintesi

Per chiarezza, ecco cosa garantiamo noi:

Garanzia
I contenuti del vostro evento non vengono utilizzati per addestrare alcun modello AI
I dati audio vengono elaborati in tempo reale e non conservati al di fuori dell'erogazione del servizio
Le trascrizioni intermedie vengono eliminate al termine dell'evento
I fornitori tecnologici non utilizzano i dati API enterprise per il training dei modelli
Garanzie contrattuali formalizzate nell'Allegato AI e nelle Condizioni Generali
Piena conformità GDPR — elaborazione su infrastrutture europee

Se volete approfondire, abbiamo un documento tecnico dettagliato che spiega tutto. Chiedete al vostro referente commerciale o scriveteci.

In conclusione

Ci avete fatto la domanda giusta. E la risposta è: da noi, i vostri dati sono al sicuro.

Ma la vera protezione non è un singolo ancoraggio. È una cintura intera, dove ogni punto regge. E forse vale la pena controllare anche gli altri.

Se volete una mano a capire come proteggere i contenuti dei vostri eventi a 360° — non solo durante l'interpretariato, ma in tutta la filiera — siamo a disposizione. È quello che facciamo da 25 anni: non solo tradurre, ma prenderci cura dell'intero evento.


Converso® è un marchio registrato di ABB S.r.l. — Innovatori per Tradizione dal 2001.


Questo articolo ha finalità informativa e divulgativa e non costituisce parere legale né dichiarazione contrattuale vincolante. Per le garanzie vincolanti si rimanda alle Condizioni Generali di Servizio e all'Allegato AI. Per domande specifiche sulla riservatezza dei dati, contattateci a verso@verso.it.

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